Motorcycle Commuting Studies

Motorcycle Commuting Studies

Un viaggio attraverso l'evoluzione della giacca da moto urbana. Dai primi modelli alle sfide della mobilità del futuro.

Dal 1977 SPIDI è costantemente alla ricerca di soluzioni innovative che migliorano l'esperienza di guida e la sicurezza dei motociclisti di tutto il mondo. All'interno di questo processo si collocano i Motorcycle Commuting Studies, che dall'anno 2000 coinvolgono designer, ingegneri, collaudatori e comunità di motociclisti nell'incessante percorso di innovazione volto ad anticipare l’evoluzione futura del commuting urbano su due ruote, sviluppando capi da moto che non siano soltanto concentrati di innovazione, ma anche resistenti agli urti, durevoli e in linea con i nostri valori fondamentali.


Nella testa del designer.

ALDO DRUDI


GLI STUDI SULLE INFLUENZE DEL COMMUTING URBANO SONO INIZIATI NEL 2000, DURANTE GLI INCONTRI TRA NICOLA DALLA GRANA, PRESIDENTE DI SPIDI, E ALDO DRUDI, IL DESIGNER ECLETTICO CHE RAPPRESENTA IL PUNTO DI CONGIUNZIONE TRA LA PERFORMANCE MOTOCICLISTICA E LA CULTURA DELLO STILE CONTEMPORANEO. VINCITORE DI DUE COMPASSI D’ORO, COLLABORA ATTIVAMENTE CON I MIGLIORI TEAM DELLA MOTOGP E CON MARCHI ICONICI DELLA MODA COME SUPREME E NIKE, UNENDO COMPETENZA TECNICA, GRANDE CAPACITÀ DI PERCEPIRE LE ESIGENZE FUNZIONALI E UNA SMISURATA PASSIONE PER LA VELOCITÀ.


Aldo Drudi

Aldo Drudi - DESIGNER.


Che cosa significa disegnare una giacca da moto per un appassionato come lei?


Disegnare una giacca da moto significa riunire tutte le esperienze acquisite nel corso di molti anni di design applicato al mondo motociclistico, sia per la competizione, sia per l’uso quotidiano o il turismo. L’obiettivo è sempre quello di migliorare il prodotto, facendo leva sulle competenze di coloro che, insieme a me, creano le collezioni: i modellisti e le aziende che mi danno fiducia. Altrettanto fondamentale è l’esperienza accumulata in questo settore nel corso degli anni.


La mobilità urbana si ispira a codici estetici molto diversi da quelli della competizione; come si incontrano queste due culture?


La mobilità urbana segue codici estetici differenti da quelli delle competizioni, ma esiste una gamma di colori, dettagli e soluzioni tecniche proprie dei capi pensati per l’uso quotidiano, sia per i commuters sia per gli appassionati di turismo in moto. Queste due culture si incontrano grazie alla sperimentazione di soluzioni tecniche nelle competizioni, che ritroviamo successivamente applicate nella produzione in serie. Questo avviene sia nell’industria automobilistica che in quella motociclistica: le soluzioni sviluppate per le moto da corsa vengono quasi sempre trasferite alle moto di serie.


Il primo modello SCU, l’iconica Motocombat, la serie Beta, stili diversi ma sempre coronati da successo: qual è il filo conduttore?


Il legame tra lo SCU, la Motocombat e la gamma Beta è la ricerca dello stile. Questi capi devono poter essere indossati in città senza alcun disagio, mantenendo una sobrietà stilistica con un uso molto discreto del logo SPIDI, e sempre presentandosi con eleganza. Questi indumenti si distinguono per soluzioni tecniche avanzate e funzionali per la guida in ambiente urbano, pur mantenendo un aspetto sofisticato, vicino all’alta moda. Le finiture di questi prodotti sono notevoli. Va inoltre sottolineato che, nel corso degli anni, anche il mondo della moda si è ispirato a questi capi, copiandone almeno concettualmente alcuni dettagli.



Motocombat Wax

Motocombat Wax, 2013.


L’abbigliamento motociclistico è sempre più una fonte d’ispirazione per i grandi marchi del lusso. È una tendenza destinata a durare nel tempo?


La tendenza è destinata a durare. Le soluzioni tecniche che applichiamo per creare capi destinati agli utilizzatori delle due ruote, sia per la competizione sia per l’uso quotidiano, sono ricche di dettagli tecnici. I grandi marchi della moda cercano sempre di più soluzioni e caratteristiche tecniche per migliorare i loro capi, soprattutto nelle linee cosiddette “sportive”, meno formali o glamour. Paradossalmente, questo stile meno glamour è diventato glamour: negli ultimi due o tre anni, l’aspetto più aggressivo dei capi che progettiamo da anni per i piloti, i team o gli appassionati di corse è diventato fonte di ispirazione. Le patch, le scritte e gli accostamenti cromatici audaci vengono letteralmente copiati o reinterpretati dai designer di moda. Questo rappresenta un grande vantaggio per noi: il nostro know-how tecnico e la nostra esperienza nella creazione di capi funzionali si trasferiscono facilmente nel mondo della moda. È una tendenza chiara e, a mio avviso, destinata a durare negli anni a venire. Penso che questa collaborazione tra abbigliamento tecnico e alta moda diventerà sempre più forte, perché i capi di moda dovranno necessariamente integrare soluzioni tecniche in futuro.


Beta evo Primaloft

Beta Evo Primaloft, 2020.

 

Dare vita ad una visione.

PIETRO ZANETTI.


La consapevolezza di giocare un ruolo determinante nell’elaborazione di una mobilità consapevole e matura è sempre stata il vero motore dell’innovazione per il team di sviluppo di SPIDI, guidato per molti anni da Pietro Zanetti. Forte di una formazione in meccanica tecnica e di un amore appassionato per le due ruote e per la ricerca, Pietro Zanetti è diventato nel tempo un punto di riferimento nel settore grazie alla sua vasta conoscenza dei processi e dei metodi nella progettazione e nella realizzazione di capi tra i più tecnici e innovativi in assoluto. A lui si deve la fondazione del Safety Lab, il dipartimento R&D di SPIDI.


Zanetti

Pietro Zanetti - EXPERT IN R&D.


Pietro Zanetti, quali sono le grandi fasi necessarie alla creazione di una giacca da moto?


Tutto inizia con la parola “Progetto”: prendere l’esperienza acquisita nel tempo e proiettarla verso il futuro. La parte più importante si svolge all’inizio, durante la fase preparatoria. A partire da uno schema che sviluppiamo, integriamo gli elementi caratteristici dei migliori risultati ottenuti con i test di lunga durata, con i sistemi di protezione individuale più avanzati, prevedendo al contempo l’utilizzo futuro e, infine, il nostro desiderio di creare un prodotto all’avanguardia. La passione investita in questo processo trasforma il nostro impegno in un risultato naturale.


Dalle prime giacche in pelle ai trench sobri e protettivi: è cambiato solo l’indumento o stiamo assistendo a un vero cambiamento generazionale? Chi è oggi l’utente urbano?


Più che un cambiamento, si tratta di uno sviluppo e di un miglioramento continuo. I progressi più significativi riguardano i materiali e la sicurezza, la cinematica e l’ergonomia. Nel nostro settore non parliamo tanto di moda quanto di stile: questo permette di indossare un capo SPIDI di 20 anni fa e di sentirsi ancora oggi perfettamente a proprio agio. Adattarsi al cambiamento è essenziale. Oggi, oltre a vestire il commuter tradizionale, ci rivolgiamo anche alla clientela Executive, con soluzioni hi-tech, ma anche alle nuove generazioni, composte da utenti che si muovono in ambiente urbano e ricercano capi confortevoli con uno stile outdoor. Tutto ciò preservando l’essenza di SPIDI: offrire abbigliamento che accompagni gli utenti, sia sulle due ruote che fuori.


Avete sempre collaborato al progetto con ingegneri, accademici, tester, medici: da chi ricevete gli stimoli più interessanti?


Lo stimolo più prezioso arriva da chi vive la strada e la città, ma anche dalle richieste e dalle sensazioni di chi è profondamente coinvolto nello sviluppo e nel miglioramento continuo del prodotto. Definendo obiettivi chiari per i migliori professionisti in ambito accademico, medico e ingegneristico, riusciamo a portare a termine progetti innovativi partendo dai loro dati e dalle loro analisi. Tutte queste informazioni vengono poi sottoposte a un processo di test rigoroso, che filtriamo e analizziamo con grande attenzione.




Beta evo Superlight, 2023.


Gli studi “Commuting Dynamics” hanno generato innovazioni come il nastro riflettente esterno, le tasche staccabili o i sensori anti-inquinamento, che però non hanno avuto lunga vita o non sono mai arrivati sul mercato: fino a che punto bisogna spingersi per innovare?


L’innovazione è vitale e necessaria; ogni innovazione deve contribuire a un miglioramento sostanziale a beneficio del consumatore, miglioramento che arricchisce la sua esperienza. Il principio “Multimodale” rappresenta il nuovo orizzonte, una parola che apre la strada a nuove prospettive. Spingersi oltre i limiti dell’innovazione non avrà mai confini.


Mission Beta

Mission Beta, 2019.

 

Motorcycle Commuting Studies, 1977 - Today.

Decades of research & innovation, defining the future of the urban motorcycle jacket.


L’evoluzione della mobilità motociclistica urbana raccontata attraverso i celebri capi protettivi sviluppati da SPIDI in 25 anni di ricerca. L’archivio, presentato per la prima volta a Lione nel febbraio 2025, resterà accessibile alla comunità scientifica e a chiunque desideri contribuire al suo sviluppo futuro, in linea con l’impegno di SPIDI nel migliorare la sicurezza e il comfort dei motociclisti.

 

 

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